Ausstellungsdauer: 24. Jänner – 7. März 2015
Zur Ausstellung spricht: Günther Oberhollenzer, Kurator
Galerie Ulrike Hrobsky, Wien


Eindrucksvoll und überraschend momenthaft: Die Arbeiten von Alberto Storari erwecken in mir unwillkürlich Gedankenspuren... ich folge ihnen... Es ist möglich, dass unsere frühesten und bedeutsamen Erlebnisse durch die Erinnerung an ein späteres und unwichtiges Ereignis verdeckt werden... Jene Deckerinnerungen verschieben und verdrängen die ursprüngliche Erfahrung in den grenzenlosen Raum und die nicht zeitgebundene Tiefe unseres Unbewussten...

Zur Enthüllung bedürfen jene verschleiert untergetauchten und ursprünglichen Erinnerungsinseln oft nur eines Augenblicks... eines flüchten Nu’... (dem Aufblitzen eins Traumgefühls gleich).

Storaris Malerei: ein Über- und Entdecken, ein Durchscheinen-Lassen; Aluminium als Untergrund; längst ausgediente aber einst unentbehrliche Seekarten als Ausgangspunkt; ein Verbergen, Verwischen und Wieder-Aufhellen von zartem Seidenpapier – ein Motiv, ein Thema nimmt Gestalt an.

Alberto Storari erklärte mir, er sehe den Versuch eines reinen Festhaltens und Konservierens als Ausschluss für Mitteilsames... Wegsames... und Neues.

Sind es nicht auch Storaris Techniken selbst, die bis zur Vollendung der Arbeit, und wohl auch darüber hinaus, das Erscheinungsbild des Werkes in gewisser Weise offen und als Fügung erscheinen lassen? Die Wahrnehmung des intensiven Moments eines unvermuteten Außerkraftsetzens unserer Deckerinnerungen gar?

Denn: "Es gibt in der Mitte der Zeit die Möglichkeit einer Insel."


(Dago Kogoj, Psychiaterin und Kandidatin der Wiener Psychoanalytischen Vereinigung)

Emozionanti e allo stesso tempo sorprendenti: I lavori di Alberto Storari risvegliano in me spontanee linee di pensiero…le seguo….è possibile che le nostre esperienze prime e fondamentali vengano celate dai ricordi di eventi successivi e secondari…ogni ricordo nascosto trasferisce e sospinge l’esperienza originaria nello spazio sconfinato e nelle profondità a-temporali del nostro inconscio.

Per potersi rivelare, quelle isole del ricordo indefinitamente sottese e ancestrali necessitano solo di uno sguardo…di un istante sfuggente… ( simile ad un lampo di sensazione onirica ). La pittura di Alberto Storari: un coprire-scoprire, un lasciare trasparire, sullo sfondo di alluminio; il suo punto d’uscita è una mappa nautica da lungo tempo scaduta ma per la prima volta utilizzabile; Un celare, un offuscare e un riportare alla luce soffici pagine di seta – un motivo, un tema prende forma.

Alberto Storari mi ha spiegato di vedere il tentativo del puro fermare e conservare come sospensione verso il Comunicativo, il Transitorio ….e il Nuovo.

Sono forse le stesse tecniche di Storari, che fino al pieno compimento del lavoro, e presumibilmente durante lo svolgimento dello stesso, aprono il respiro dell’opera in un preciso modo e la fanno apparire come un segno del Fato ? La percezione del momento intenso di un’inattesa rimozione dei nostri ricordi reconditi ?


Pertanto: “Nel mezzo del tempo si può trovare un’isola”


(Dago Kogoj, psichiatra e rappresentante dell’Associazione Psicanalisti Vienna )